ARTICOLI

Il gioco è una cosa seria: la terapia del Neuropsicomotricista

14 Gennaio 2019
photo by Marisa Howenstine

Il Terapista della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva (TNPEE) o Neuropsicomotricista è una figura appartenente alle professioni sanitarie che si occupa dell’abilitazione, della riabilitazione e della prevenzione dei disturbi e delle disabilità dell’età evolutiva (0- 18 anni) mediante la terapia del gioco. In ambito educativo e preventivo, il Neuropsicomotricista sostiene ed accompagna lo sviluppo dei bambini, incrementando le loro competenze e favorendo l’emergere delle loro potenzialità. In ambito abilitativo e riabilitativo invece, il terapista assiste i bambini con difficoltà e deficit, per favorire lo sviluppo delle competenze nelle aree in cui ci sono delle complessità e criticità; inoltre si occupa di sviluppare

i punti di forza e le potenzialità che tutti i bambini del mondo possiedono!

In primo luogo, il Neuropsicomotricista osserva e valuta le capacità e le potenzialità del bambino rispetto alla sua età cronologica e mentale. Il fine è quello di identificare punti deboli e punti di forza, coincidenti con le aree dello sviluppo rispettivamente meno e più sviluppate. Successivamente, il terapista progetta ed applica un programma di intervento personalizzato sulla base delle esigenze del bambino e della sua famiglia.

L’esecuzione di questo programma deve basarsi su una regola semplice ma fondamentale: il gioco è una cosa seria! Il gioco infatti è il miglior alleato del terapista, che quindi deve costantemente ideare attività divertenti e ricreative per i bambini. I giochi devono coinvolgere il maggior numero di competenze e di aree di sviluppo, in modo che il bambino possa apprendere nuove strategie che possono aiutarlo nelle difficoltà.

Tutte le attività di gioco sono realizzate in base agli obiettivi da raggiungere, partendo sempre e comunque dagli interessi del singolo bambino. I giochi meno strutturati, più spontanei e liberi promuovono l’immaginazione, la creatività ed il movimento globale del corpo. I giochi più organizzati invece mirano a raggiungere obiettivi specifici come il mantenimento dell’attenzione, la motricità fine, lo scambio relazionale e la comunicazione.

Le sedute di gioco con il Neuropsicomotricista sono utili per numerose alterazioni dello sviluppo, fra cui:

– Disturbi sensoriali e neuromotori;

– Paralisi Cerebrali Infantili;

– Malattie neuromuscolari;

– Disturbi della coordinazione motoria (come impaccio, mal destrezza, disprassia), dello schema corporeo e dell’organizzazione spazio-tempo;

– Disturbi della regolazione emotiva e comportamentale;

– Disturbo dello Spettro Autistico;

– Disturbi specifici dell’apprendimento (come dislessia, disgrafia, discalculia, disortografia);

– Disturbi dello sviluppo (ritardi psicomotori e cognitivi, disturbo dell’attenzione, iperattività, aggressività, inibizione).

Sono molti a chiedersi se la psicomotricità sia utile solo per i bambini con qualche alterazione dello sviluppo. La risposta è negativa: infatti è necessario fare prevenzione a tutti i bambini. Per questo motivo, i Neuropsicomotricisti promuovono i progetti preventivi anche all’interno degli Asili Nido, delle Scuole materne, delle Scuole Primarie e delle Medie Inferiori. Il nostro obiettivo primario è quello di fornire al bambino uno spazio privilegiato per esprimere liberamente le sue esigenze; questi bisogni necessariamente si presentano nel corso dello sviluppo del bambino, ed ovviamente variano da bambino a bambino anche a seconda dei diversi periodi evolutivi e delle fasce d’età. All’interno del gioco il bambino può sperimentare e prendere consapevolezza del proprio corpo, degli strumenti che già possiede e anche di quelli che può sviluppare ed acquisire. Come? Giocando ovviamente!! 

Per questo motivo diventa molto importante la presenza nelle scuole del Neuropsicomotricista: in questo modo è possibile osservare sia le dinamiche di gruppo che individuare le problematiche del singolo. Solamente attraverso le attività di gioco è possibile intervenire tempestivamente, consigliando a genitori ed insegnanti le possibili soluzioni terapeutiche. Per lo sviluppo del bambino è fondamentale individuare tempestivamente i “campanelli di allarme” appena questi si manifestano: in questo modo l’intervento potrà semplicemente ridursi a semplici accorgimenti che, se messi in pratica, potranno impedire alla problematica di coinvolgere “a cascata” altre aree di sviluppo. Ecco perché è fondamentale la prevenzione, sia per il bambino che per la famiglia.

Ma adesso, passiamo alle cose serie e GIOCHIAMO!!!

SCRITTO DA:

Ilaria Balzano

Dott.ssa della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva.

L’imitazione come forma di comunicazione nello sviluppo tipico e atipico
ARTICOLI 29 Luglio 2019
SOS Autismo: strategie per aiutare i vostri bambini ad orientarsi nelle attività di vita quotidiana
ARTICOLI 15 Luglio 2019
Amnesia Transitoria Dissociativa e Rischio del Colpo di Calore
ARTICOLI 4 Luglio 2019
Massaggio infantile
: un dono prezioso per genitori e bambini
ARTICOLI 20 Febbraio 2019

Vuoi saperne di più?

Chiedi a Camillo!






Contattaci

scrivi@camillo.online

· numero verde 800 035 850

Powered by inspira